Un autunno che sembrava inverno, la pioggia che cade regolare come ogni anno, e noi lì, sotto gli ombrelli, con le mani fredde e il cuore acceso. Perché Taste of Milano, nonostante tutto, resta un appuntamento da non perdere. E quest’anno, più che mai, si è respirata una nuova aria: più leggera, più consapevole, decisamente più green.
La cucina sostenibile secondo Pietro Leemann
È in una roulotte trasformata in cucina da sogno – un’astronave culinaria, verrebbe da dire – che ho vissuto una delle esperienze più intense di questa edizione. Con me, lo chef Pietro Leemann del Joia, pioniere della cucina vegetariana in Italia e da sempre promotore di un’alimentazione etica, consapevole, rispettosa del corpo e dell’ambiente.
Insieme abbiamo preparato un sushi vegetariano, giocato tra riso, cavolfiore, erbe fresche e una salsa agrodolce ai lamponi. Il tutto dolcificato con Truvia®, un’alternativa naturale allo zucchero a base di stevia, che si inserisce perfettamente in questo nuovo modo di pensare il cibo: meno zuccheri, più equilibrio.
Ma non si è trattato solo di assistere: Leemann ci ha coinvolti in ogni passaggio, ci ha messi letteralmente ai fornelli. E così, da spettatori siamo diventati parte del processo creativo.
Pensare il cibo come atto spirituale
Quello che rende unica la visione di Pietro Leemann è l’idea che cucinare sia un atto spirituale e filosofico, prima ancora che tecnico. La sua cucina non è solo vegetariana per scelta etica, ma perché parte dal rispetto profondo per la vita e per l’ambiente. Ogni ingrediente viene scelto in base alla sua qualità, alla sua stagionalità e al suo impatto sul pianeta.
Per Leemann, il cibo è un linguaggio che può veicolare armonia, equilibrio e consapevolezza: nutrirsi in modo sostenibile significa nutrire anche la mente e lo spirito. La sua è una cucina che guarda all’Oriente per il rigore e la purezza, ma si nutre di creatività occidentale per valorizzare il gusto e la complessità sensoriale.
In un’epoca in cui il concetto di sostenibilità rischia di diventare uno slogan, Leemann lo pratica come stile di vita. Nei suoi piatti c’è una riflessione sulla responsabilità individuale e collettiva: scegliere cosa mangiare significa scegliere che tipo di mondo vogliamo abitare.
La ricetta del sushi vegetariano dello chef:
Per il riso:
- 200 g di riso
- 200 g di cavolfiore
- 10 g aneto
- 10 g di timo
- 20 g di aceto di vino bianco
- 10 g di Truvia®
- 8 asparagi verdi
- 2 fogli di alga nori
- sale
Per la salsa ai lamponi:
- 5o g di succo di lampone
- 10 g di succo di limone
- 20 g di olio evo
- 5 g di Truvia®
Preparazione
- Lavare il riso per 4 volte e cuocerlo alla giapponese, cioè mettendolo in una pentola che lo contenga bene, ricoprendolo di acqua più due centimetri sopra il suo livello. Coperto ermeticamente viene cotto per 30 minuti a temperatura bassissima.
- Tagliare il cavolfiore a pezzetti e cuocerlo in acqua bollente salata per 7 minuti, scolarlo, frullarlo leggermente e unirlo al riso. Cuocere gli asparagi verdi pelati per 5 minuti, tagliare le code a cubetti e unirle al riso, condire con l’aceto, lo zucchero, sale, i semi di finocchio, l’aneto e il timo tritati e mescolare bene.
- Con la pellicola formare dei rotoli spessi 4 centimetri e ben compatti, rotolarli nell’alga nori, mettere a riposare in frigorifero per dieci minuti e tagliare a fette alte 5 cm.
- Per la salsa di lamponi frullarli con un goccio d’acqua, passarli al colino, unire olio, sale e succo di limone e mescolare bene.
- Sul fondo del piatto fare delle macchie con le due salse, appoggiarvi il sushi e guarnire con erbe e fiori.
Ed ecco a voi un buonissimo e sorprendente sushi vegetariano con salsa agrodolce ai lamponi: un equilibrio di constrasti fantastico al palato: dolce, salato e l’agro che in bocca creano un movimento rotondo e persistente.
Conclusione:
Partecipare a questo showcooking con Pietro Leemann non è stato solo un momento gastronomico, ma un’occasione di crescita personale: toccare con mano affianco a chi incarna una filosofia di cucina come atto etico, consapevole e rispettoso dell’ambiente è stato fonte d’ispirazione, un vero onore e un’esperienza profondamente istruttiva.


