Cibus è una fiera di settore che, per la sua portata, ogni volta accende opinioni contrastanti. Personalmente preferisco concentrarmi su ciò che può offrire in termini di stimoli e nuove ispirazioni, lasciando volentieri le quérelle mediatiche ad altri. La scorsa settimana ho fatto una tappa a Parma, un po’ per nutrire la mia curiosità, un po’ per raccogliere spunti creativi da condividere, anche nel ruolo di inviata per il free press Zero.
Il mio Cibus:
Visto con gli occhi di chi è sempre affascinata da sapori, idee e narrazioni gastronomiche capaci di stupire. Un percorso che si è aperto col fortunato incontro con Moreno Cedroni, ospite dello stand Verrigni. Con la sua consueta generosità, mi ha raccontato di prodotti, visioni e sperimentazioni: dalla marmellata di fragole e timo al mandarino tardivo, fino al succo di lemon grass. Chiudendo gli occhi per un attimo, sembrava di viaggiare verso orizzonti lontani, tra spezie e suggestioni orientali.
Ci siamo soffermati sulla gelatina di vino realizzata con la Lacrima di Morro d’Alba – una delle mie etichette preferite – fino ad arrivare alla storia affascinante di un salmone marinato, ulteriormente elevato grazie a una salsa agrodolce di lampone e zenzero. Un racconto fatto di sapori e immaginazione, che mi ha lasciata con il desiderio di visitare al più presto uno dei suoi ristoranti nelle Marche.
Poco dopo, mi sono imbattuta nello stand di Olitalia, che presentava tre nuovi oli: Extra, Monocultivar e Fridor. Danilo Angè era presente con un menu degustazione che raccontava con coerenza la versatilità e l’identità degli oli in cucina. Ho avuto modo di assaggiare:
- Petto di pollo in olio con olive taggiasche e marmellata di cipolle e aceto balsamico di Modena;
- Salmone marinato con olio e barbabietola (sì, quel giorno il salmone era davvero protagonista!);
- Uovo cotto a bassa temperatura con crema di patate all’olio e chips di patate viola;
- Cremoso al cioccolato all’olio extravergine;
- E il mio preferito: coni di pasta brick con spuma al formaggio e tre marmellate all’aceto balsamico (fragole, fichi e cipolle).
Un’esperienza intensa, fatta di contrasti ben calibrati e una bella lezione di tecnica e gusto. Danilo, con cui ho condiviso anche diverse esperienze formative in passato, ha confermato ancora una volta quanto l’olio possa essere protagonista creativo e non semplice condimento.
Cibus 2012 per me è stato soprattutto questo: incontri, assaggi, storie. Un’occasione per raccogliere stimoli da trasformare in progetti, contenuti o ispirazioni future.
A presto!


